
Si è tenuto nel pomeriggio del 5 marzo, nel contesto di KEY Energy, l’incontro promosso da Kyoto Club e Legambiente dedicato alle comunità energetiche rinnovabili e solidali, al progetto BeComE e alla campagna sui Piccoli Comuni realizzata con AzzeroCO2. Al confronto hanno preso parte rappresentanti di MASE, GSE, Legacoop, istituzioni, operatori del settore e Bryo S.p.A., che ha portato la propria esperienza concreta a supporto dello sviluppo delle CER. Un momento di dialogo utile per fare il punto sullo stato di avanzamento delle comunità energetiche in Italia, sulle principali criticità operative ancora aperte e sulle prospettive di consolidamento del modello nei territori.
A moderare il dialogo è stato Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club, che ha richiamato con chiarezza la complessità emersa in questi mesi nell’attuazione delle CER. Tra i temi evidenziati nel panel, la complessità del modello legato ad autoconsumo e consumo contemporaneo, la difficoltà di spiegare in modo chiaro benefici e funzionamento a cittadini e imprese, i tempi lunghi per gli allacciamenti e gli ostacoli burocratici che hanno inciso in modo particolare sui piccoli comuni. Criticità che hanno rallentato il percorso e reso più complesso il raggiungimento degli obiettivi iniziali.
Allo stesso tempo, dall’incontro è emerso anche un quadro in evoluzione. È stato ricordato l’ampliamento della platea dei comuni ammessi, la pubblicazione delle linee guida per la rendicontazione e il lavoro in corso per rendere più gestibile la fase operativa, anche attraverso strumenti dedicati. Il messaggio condiviso è che le CER stanno crescendo e che l’ampia diffusione sul territorio rappresenta già un segnale importante, ma che proprio questa fase richiede grande operatività, rapidità di attuazione e continuità degli strumenti, per non disperdere il lavoro avviato, come ha ricordato Estella Pancaldi (GSE)
“Io credo che noi dovremo avere a che fare con le CER per molto tempo, perché sono fiducioso che questo sia un sistema che, una volta rodato, continuerà a funzionare e a essere utile anche senza un finanziamento”, ha affermato Francesco Ferrante. Nello stesso quadro, Fabrizio Penna, Direttore Generale del MASE, ha riconosciuto le difficoltà incontrate dal percorso CER legato al PNRR, ma ha ribadito l’impegno a non lasciare indietro i progetti avviati, puntando su semplificazione, continuità operativa e sull’estensione dell’orizzonte di attuazione fino al 2029.
Pur nelle complessità emerse in questa fase iniziale, dal confronto è arrivata anche una conferma chiara: le CER possono essere uno strumento prezioso di sviluppo territoriale. In questo senso, significativo il contributo di Rita Selvaggi, presidente della CER e del circolo Legambiente Maiella, che ha raccontato come, tramite il progetto BeComE, una comunità energetica abbia ridato rilevanza e centralità a un’area montana altrimenti considerata marginale.
A portare una testimonianza concreta è stata anche Bryo S.p.A., che dal 2010 sviluppa soluzioni innovative legate al fotovoltaico e accompagna la crescita di modelli energetici condivisi sui territori. Nel corso dell’incontro, Davide Gavanelli ha richiamato l’esperienza della CER cooperativa del Nuovo Circondario Imolese, nata con il coinvolgimento di tre importanti cooperative del territorio e di un soggetto pubblico, come esempio di un percorso non semplice ma arrivato al riconoscimento e all’attivazione della comunità energetica.
Tra i progetti presentati, particolare rilievo ha avuto l’impianto fotovoltaico galleggiante di Bubano, i cui 400 kW di potenza aggiuntiva sono stati messi a disposizione della Comunità Energetica. Un caso che conferma l’impegno dell’azienda nello sviluppo di impianti capaci di coniugare innovazione tecnologica, produzione condivisa e attenzione al territorio.
Attenzione al territorio che è il filo conduttore anche di altri progetti, come le pensiline fotovoltaiche dotate di sistemi di accumulo che saranno realizzate in due parcheggi di Imola e il progetto Enerombra, già presentato nella precedente edizione di KEY Energy, che immagina un modello di fotovoltaico diffuso lungo le vie ciclabili. Due soluzioni accomunate dalla volontà di fare dell’energia condivisa una leva concreta di sviluppo locale.
Accanto alla componente impiantistica, Bryo ha sottolineato anche l’importanza degli strumenti digitali per accompagnare la crescita delle CER. In questa direzione si inserisce il portale Energia Romagna, pensato per rendere più immediata e accessibile la partecipazione alla Comunità Energetica.
L’esperienza portata da Bryo mostra come le CER possano diventare non solo un modello energetico, ma anche uno strumento territoriale capace di generare coinvolgimento, cooperazione e prospettive di lungo periodo.